L’Orvieto DOC

L’Orvieto DOC

Il sole nel bicchiere

La bevanda degli Etruschi, il vino dei Papi, il “sole nel bicchiere” secondo Gabriele D’Annunzio. A Orvieto il vino porta il nome della città a ribadire un legame indissolubile con la storia e le tradizioni e ad affermare l’identità di un territorio


La bevanda degli Etruschi, il vino dei Papi, il “sole nel bicchiere” secondo Gabriele D’Annunzio. A Orvieto il vino porta il nome della città a ribadire un legame indissolubile con la storia e le tradizioni e ad affermare l’identità di un territorio.  

Prodotto in un’area compresa tra le province di Terni e di Viterbo, l’Orvieto ottenne la denominazione Doc nel 1971. La denominazione di origine controllata “Orvieto”, comprende anche una “sotto-zona” Orvieto Classico riservata ai vini bianchi nelle tipologie secco, abboccato, amabile, dolce, superiore, vendemmia tardiva e muffa nobile. 

Per quanto riguarda i vitigni il disciplinare prevede uve Procanico e Grechetto (minimo 60%), e altri vitigni a bacca bianca, non aromatici, idonei alla coltivazione (massimo 40%). 

Il colore dell’Orvieto è giallo paglierino, all’olfatto è delicato e fruttato, al gusto fruttato e tendente all’amarognolo nella versione secca, zuccherino con finale di frutta candita nella versione dolce. Può essere servito come aperitivo o durante tutto il pasto, in particolare con fritti, carni bianche e pesce. La versione dolce è ottima con i dessert. Da provare la Muffa Nobile anche con patè di fegato, formaggi erborinati o anche come vino da meditazione. 

L’Orvieto Doc va consumato a una temperatura tra i 6 e i 8 °C, le tipologie dolci a una temperatura di 12/14 °C.

IL ROSSO ORVIETANO DOC

La denominazione di origine controllata Rosso Orvietano è più recente del bianco e risale al 1998. I vini Doc “Orvietano Rosso” o ” Rosso Orvietano” devono essere ottenuti dai vitigni Aleatico, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Canaiolo Rosso, Ciliegiolo, Merlot, Montepulciano, Pinot Nero, Sangiovese da soli o congiuntamente per almeno il 70%. Tra i vitigni secondari Aleatico, Barbera, Cesanese comune, Colorino, Dolcetto, da soli o nella misura massima del 30%. C

Il colore è rosso rubino intenso, talvolta con riflessi violacei,  al naso esprime sentori di frutta rossa, vinoso intenso, talvolta erbaceo, al gusto è fruttato, morbido, elegante, vellutato. Si abbina a primi piatti con sughi rossi e di carne, carni rosse e arrosti, formaggi stagionati.

ALLERONA IGT

La denominazione “Allerona IGT” risale al 1995. La zona di produzione delle uve per  ottenere i mosti e dei vini atti ad essere designati con la IGT “Allerona” comprende l’intero territorio dei Comuni di Allerona, Castelviscardo e Castelgiorgio.

I vini appartenenti a questa IGT possono essere prodotti nelle tipologie Allerona bianco, anche frizzante, passito e novello, Allerona rosso, anche novello, frizzante e passito, Allerona rosato, anche novello e frizzante.

www.orvietodoc.it